Aracne

Associazione di promozione sociale

Metodologia giugno 14, 2010

La gestione partecipata dei processi della conoscenza secondo ARACNE.

Approccio e metodologia in pillole

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Rete e Società della Conoscenza

Lo sviluppo della Società della Conoscenza è strutturalmente legato a quello di Internet e delle ICT. Mutano le condizioni materiali della comunicazione e della conoscenza, mutano le forme del sapere umano, dalla memoria all’immaginazione fino ad arrivare a nuove forme di ragionamento: non può non cambiare, quindi, anche la trasmissione e la stessa produzione del sapere. Il coordinamento in tempo reale delle intelligenze implica dispositivi di comunicazione che dipendono ormai necessariamente dalle ICT: ARACNE ne è consapevole. Si tratta di processi complessi e contraddittori, ma senza dubbio la diffusione di Internet ha contribuito negli ultimi decenni a porre al centro del dibattito il problema dell’accesso alla conoscenza e del controllo dell’informazione, ha disarticolato di fatto gerarchie formali, specialismi e steccati disciplinari, ha offerto ai membri di una comunità – e alle comunità in rete tra loro – gli strumenti per coordinare le interazioni in maniera orizzontale, costruendo così costellazioni di saperi e pratiche comuni sempre in movimento.

Rete e dinamiche sociali

ARACNE ama il termine “rete” perché è denso di significati e attraversa quadri concettuali diversi, che vanno dalla filosofia all’economia, alla sociologia, all’informatica, alla telematica. Tra le varie tipologie di reti sociali che attraversa – diverse per densità, intensità, ampiezza, settorialità, ARACNE sostiene e valorizza in particolare le reti informali tra intelligenze, competenze specialistiche e sensibilità in cui si inserisce, nella convinzione che il lavoro di rete  è fondamentale nelle attività di ricerca, progettazione, comunicazione e intervento sociale e formativo. Innovazione, cambiamento e partecipazione, infatti, si producono proprio nelle reti aperte e collaborative. Nella nostra esperienza, reti territoriali e reti virtuali si intrecciano, si sovrappongono e si influenzano, pur conservando le proprie specificità. Attivare reti richiede sempre attenzione e cura: ogni lavoro di rete prevede il disegno di un progetto per gestirne – ovvero per comprenderne – la complessità.

Progettazione dialogica

Tra i diversi approcci alla progettazione, ARACNE predilige quello dialogico, basato sulla costruzione condivisa di significati. In questo senso la progettazione è un processo creativo partecipato e aperto che costruisce, con i diversi attori di volta in volta coinvolti, il significato e il senso delle azioni da intraprendere. La progettazione dialogica è un’attività di produzione di mondi possibili, di invenzione e realizzazione di artefatti materiali e simbolici, un’attività esplorativa e costruttiva volta alla ricerca e alla definizione di problemi. Nell’approccio di tipo dialogico risulta infatti fondamentale, per la costruzione di significati comuni, non tanto trovare una soluzione quanto una definizione comune del problema.

Apprendimento e comunità di pratica

L’approccio di ARACNE all’apprendimento è costruttivista. L’apprendimento è una pratica sociale in cui vanno sottolineati il carattere relazionale e situazionale della conoscenza e il carattere negoziato del senso. Apprendimento, pensiero e conoscenza si sviluppano sempre in contesti socialmente e culturalmente strutturati, dove ognuno di noi appartiene a molteplici “comunità di pratica”. Tale approccio, maturato nel contesto della psicologia culturale e dell’etnografia applicata alle organizzazioni, si basa su una concezione decentrata dell’apprendimento, visto come processo basato sull’esperienza, in cui l’acquisizione delle pratiche è parallela a quella dell’identità, all’appartenenza alla comunità e alla padronanza delle caratteristiche organizzative e relazionali di tale comunità. L’attenzione si focalizza quindi sulla dimensione dell’accesso, delle relazioni di potere, della gestione dei conflitti e della legittimità. È infatti necessario che le persone-che-apprendono partecipino legittimamente alla comunità perché il processo di apprendimento sia efficace.  Il cambiamento si produce grazie ai modi di partecipazione che diventano più competenti, non alle informazioni acquisite: non si può quindi progettare e formalizzare un processo di apprendimento, ma piuttosto facilitarlo progettando ed attivando “ambienti” di apprendimento collaborativo.

Ricerca-azione

La ricerca-azione secondo ARACNE rappresenta la forma più avanzata della ricerca partecipante. Una ricerca-azione viene infatti intenzionalmente progettata per modificare il campo di indagine nel momento in cui lo si studia. Rispetto alla ricerca sperimentale ‘ricerca per sapere’, la ricerca-azione si pone come ‘ricerca per agire’. Nella ricerca-azione il problema sorge all’interno della comunità che lo definisce, lo analizza e lo affronta, e la comunità è al tempo stesso soggetto e oggetto della conoscenza e del cambiamento. Il ricercatore partecipa alla ricerca a fianco agli altri. La posizione di ricercatore del resto è assunta da ciascuno dei partecipanti: ognuno elabora un sapere proprio e partecipa all’elaborazione del sapere degli altri, sviluppando una conoscenza comune. L’esperto, il tecnico non è il detentore del sapere, ma è una risorsa a disposizione della comunità: ciò comporta il superamento della pretesa neutralità del ricercatore, che non si limita a conoscere un fenomeno, ma prende coscienza del proprio ruolo di agente di cambiamento e viene trasformato a propria volta dalla dinamica a cui partecipa. La ricerca-azione:

  • elabora tattiche, strategie, politiche: lo scopo è la trasformazione radicale della realtà sociale e la modificazione dei comportamenti di chi vi fa parte;
  • esige la partecipazione di tutta la comunità coinvolta nell’indagine durante il processo;
  • coinvolge spesso gruppi deboli ed emarginati;
  • produce empowerment stimolando una maggiore consapevolezza dei partecipanti rispetto alle loro risorse e alle possibilità di mobilitarle;
  • offre una maggiore autenticità e completezza all’analisi della realtà sociale grazie al coinvolgimento della comunità;
  • è aperta al fallimento e alla continua riprogettazione in itinere per dare spazio a bisogni, aspettative, creatività del gruppo, senza predeterminare a priori percorso ed esiti

In modo simultaneo, il gruppo che applica questa metodologia analizza, conosce, prende coscienza e modifica o si prepara a modificare una situazione.

 

 
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